5.9.22

SUONATE LE CAMPANE. SPERANZA&ELEZIONI

  ciclo di testimonianze on line


Gli incontri, si svolgeranno sui canali web e social di “Suonate le campane” saranno un’occasione per individuare punti di speranza nel cammino verso le elezioni politiche, che si svolgeranno il 25 settembre: non per sostenere candidati o dare indicazioni di voto, ma per comprendere e condividere come questa occasione possa essere una possibilità di speranza reale nella vita di ciascuno di noi.
L’evento sarà diffuso su www.suonatelecampane.it e sui social (youtube e facebook).
Dal sito www.suonatelecampane.it è possibile lasciare offerte che saranno devolute alla Caritas Ambrosiana e a iniziative destinate ai lavoratori dello spettacolo.

E' possibile riascoltare il primo incontro di giovedì 1 settembre, con l’intervento di Sua Eccellenza mons. Mario Delpini, Arcivescovo di Milano al seguente link

1.7.22

“Una passione per l’uomo” 43° ed. Meeting per l’amicizia fra i popoli | 20-25 agosto 2022 | Fiera di Rimini

 

 

Continuiamo a vivere in tempi di grande incertezza. Progetti di vita, affetti e lavoro, si scontrano con una realtà difficile da decifrare: anche i più efficaci modelli statistici e gli algoritmi di ultima generazione, le misure governative e le recenti scoperte in campo medico non mettono al riparo da una pandemia che sta continuando a segnare la storia. L’imprevedibile e mutevole assetto geopolitico internazionale, il dramma di migliaia di profughi, la povertà crescente anche a causa della pandemia, l’emergenza legata al surriscaldamento globale e i rischi ecologici sono sfide imponenti che riguardano il presente e il futuro del genere umano. La sfida di come si fa a vivere tocca tutti; il coraggio di mettersi in gioco ancora una volta, la necessità di costruire relazioni autentiche, con chiunque entri a far parte della nostra traiettoria umana, sono elementi decisivi per non soccombere. Sono sfide che riguardano la ricostruzione dentro e oltre la pandemia, la sostenibilità economica, l’ecologia integrale e la cura e la tutela dei più deboli, la ricerca scientifica, e il lavoro e soprattutto l’educazione. Sfide che mettono l’uomo al centro di nuovi progetti, di nuove prospettive sui cui vorremo riflettere e confrontarci. Ma di quale uomo stiamo parlando? Di fronte ad una realtà percepita come deludente si aprono di fronte a noi alcuni scenari improntati ad un individualismo estremo: un nuovo mondo virtuale per sostituire quello attuale, un Meta-Verso (A-Topia) che prevede un miglioramento infinito in termini di spazio e tempo. Oppure isole e luoghi paradisiaci con regole diverse dal resto del mondo e risorse quasi illimitate (Plutopia), o la colonizzazione di luoghi fuori dalla terra, Marte o la Luna, ad esempio. O ancora, il potenziamento dell’uomo (Human Enhancement), con dispositivi, protesi e apparati cibernetici, fino al paradosso del trasferimento della coscienza umana sul silicio. Sembrano trame di film distopici: sono invece idee e paradigmi di uomo con cui abbiamo e avremo a che fare nel prossimo futuro. Altri cercano invece rifugio nelle nostalgie del passato e spesso in sistemi più autoritari che promettono di mettere l’uomo al riparo dalle insidie e dalle problematiche del mondo che lo circondano. Eppure, la fragilità, prima ancora di essere qualcosa da superare, è il tratto distintivo dell’essere umano; l’uomo che ne prende coscienza è in grado di commuoversi, di guardare a se stesso e alla propria vita con una tenerezza insolita, percependo l’altro non come un nemico ma come un compagno di una misteriosa e drammatica avventura, dall’orizzonte comune. È attraverso questa fragilità e attraverso i momenti belli e drammatici della vita che si apre la domanda sul destino dell’uomo e sulla sua felicità, sull’adempimento alle esigenze fondamentali di verità, di giustizia, di bellezza, di amore. In mezzo a questi drammi, di fronte a queste incognite, ci sono persone che ridestano la speranza. È questa speranza che muove ciascuno di noi; davanti ad un gesto di libertà, rinasce il desiderio mai del tutto sopito di felicità, di agire, di intraprendere; è l’irriducibilità propria del cuore dell’uomo, che anche nelle avversità più grandi individua soluzioni impreviste e cerca la compagnia di altri uomini per rispondere alle sfide e alle domande del presente È in storie particolari, dove è rintracciabile la corrispondenza tra il desiderio e ciò che avviene, che possiamo rinvenire un modo diverso e umanamente auspicabile di affrontare la vita dentro a tutta la sua complessità. Nella ricerca e nella condivisione di questa desiderata bellezza, che riempie occhi e cuore, affronteremo insieme la sfida che il titolo del Meeting 2022 pone a tutto il mondo: “Una passione per l’uomo”. 

https://www.meetingrimini.org/tema-

 

Licenza di distribuzione:
 INFORMAZIONI SULLA PUBBLICAZIONE

15.5.22

CORO PER LA PACE

 "Chi canta, prega due volte"

In questo mese di maggio, dedicato a Maria, vogliamo offrire un momento di preghiera e di bellezza del canto.






29.4.22

CONCERTO DI TROMBE

Un ricco programma con un percorso storico che va da Monteverdi fino al tardo Romanticismo




14.4.22

Santa Pasqua 2022

 

Giotto: La Resurrezione, Cappella degli Scrovegni, Padova

"Gesù entrò a porte chiuse dove essi si trovavano dicendo loro:

      pace a voi. Ed essi gioirono al vedere il Signore risorto."


     "Lasciamo che la nostra esistenza sia conquistata e trasformata dalla Risurrezione!" 
                                                                                                                  (Papa Francesco)


    AUGURI PER UNA SANTA PASQUA

     

11.4.22

ALLA SCOPERTA DI NEWMAN 14

John Henry Newman: Venerabile, Beato, Santo.

Il 3 luglio 2009  Benedetto XVI approva il documento che riconosce  l’intercessione del Card. Newman per la guarigione del diacono permanente Jack Sullivan, guarito da una grave menomazione alla spina dorsale in seguito alle preghiere rivolte al Cardinale mentre si trovava in ospedale.

La cerimonia di beatificazione si è tenuta il 19 settembre 2010 nei pressi della Casa dell’Oratorio, a Rednal, dove sono sepolte le spoglie del Cardinale, durante il viaggio apostolico di Benedetto XVI nel Regno Unito.  In deroga a quanto accade per consuetudine, la ricorrenza liturgica è stata fissata nell’anniversario della conversione al cattolicesimo, il 9 ottobre  e non in quello della morte. Vi hanno partecipato più di 50mila pellegrini, a cui vanno aggiunte le circa 100mila persone che hanno vissuto la veglia di preghiera a Hyde Park a Londra la sera precedente.

Il miracolo che ha reso Santo il Cardinal Newman risale al 2013. Si tratta della guarigione improvvisa (e inspiegabile scientificamente) di una donna statunitense incinta, Melissa Villalobos, che aveva ricevuto dai medici l’infausta diagnosi di pericolo di vita. Melissa, che aveva 42 anni ed era già madre di 4 figli, pregò intensamente l’allora beato Newman, chiedendo la sua intercessione.



La mattina del 15 maggio, la donna incinta del quinto figlio  ebbe gravi perdite di sangue. Fu costretta a lasciare i suoi 4 bambini piccoli in cucina e corse in bagno. In preda alla paura di perdere il nascituro, chiese aiuto al Cardinal Newman: “Cardinale Newman pensaci tu”. I sanguinamenti si bloccarono e le contrazioni si placarono improvvisamente. La donna, preoccupata anche per i suoi 4 figli lasciati soli, corse in cucina e vide che anche i bambini stavano bene. Ringraziò l’allora Beato Newman. La successiva ecografia confermò che era tutto nella norma. La donna portò a termine la gravidanza mettendo alla luce Gemma, il 27 dicembre 2013.

La Congregazione delle Cause dei Santi considerò inspiegabile scientificamente la guarigione. L’11 febbraio del 2019 ci fu l’approvazione del miracolo. Papa Francesco, durante il concistoro del 1° luglio 2019, annunciò la canonizzazione di John Henry Newman, avvenuta il 13 ottobre.

Quella di Newman è una delle cinque canonizzazioni condotte da Papa Francesco in una cerimonia all’aperto a Roma. Il Principe di Galles era il rappresentante principale del Regno Unito e il signor Sullivan e la signora Villalobos erano tra i presenti. Decine di migliaia di pellegrini, compresi alcuni dell’Associazione delle Scuole dell’Oratorio, hanno assistito in Piazza San Pietro. La cerimonia è stata trasmessa in tutto il mondo, anche all’Oratorio e alla chiesa cattolica Holy Trinity di Bilston, nelle West Midlands.




Alla scoperta di Newman 14 - fine




26.3.22

ALLA SCOPERTA DI NEWMAN 13 -

 Pronto per il Paradiso - L'ultima messa, 1890

Il Cardinal Newman aveva avuto una vita intensa, con esperienze molto diverse, nuovi inizi, fallimenti e successi, amarezze e riconoscimenti; aveva studiato e lavorato molto e coltivato grandi amicizie. L’anno dopo la nomina a cardinale egli compì 79 anni e la sua salute cominciò a peggiorare. Nel 1880 ebbe alcuni ictus nel giro di un solo anno, così divenne per lui molto faticoso camminare, muoversi e scrivere. Comunque ogni volta, appena si sentiva meglio ricominciava a ricevere visite e a rispondere alle lettere,  con l’aiuto di un altro sacerdote a lui affezionato. Continuò inoltre a predicare, studiare e scrivere:  completò la traduzione dei testi di Sant’Atanasio, vescovo che Newman ammirava molto perché aveva difeso la dottrina della divinità di Cristo nel concilio di Nicea. Nel 1881 il Cardinal Newman riuscì ad andare a trovare il Duca di Norfolk a Londra e tenne un’omelia a Oxford. In questo periodo il grande pittore John Millais gli fece il famoso ritratto, vestito da Cardinale, in cui  è colta potentemente la sua personalità: seduto in una posa piena di dignità e di fermezza miste a gentilezza, sembra guardarci, con lo sguardo benevolo ed umile di un Santo. 


Col passar del tempo si indeboliva e la salute diminuiva. Non riusciva più a scrivere e poi nemmeno a leggere, ma continuò a dettare le lettere. Egli fu costretto a declinare molti inviti, ma quando seppe di un suo vecchio allievo, in passato non credente, che stava morendo, viaggiò fino a Oxford per stargli vicino nel momento del trapasso.

Rimase inoltre padrone delle sue facoltà mentali fino all’ultimo e pubblicò ancora un importante saggio sull’ispirazione della Bibbia. Venne un giorno a fargli visita, senza alcuna umiltà, Mons. Ullathorne, in precedenza  vescovo di Birmingham; il cardinal Newman, ben consapevole di essere solo un sacerdote dinanzi a un successore degli apostoli,  si inginocchiò per ricevere la benedizione del Vescovo. Questi rimase così colpito dall’incontro che scrisse: “La sua presenza mi ha annientato: c’è un santo in quell’uomo!” 

Fino all’ultimo poi fu pieno di carità. Pochi mesi prima della sua morte seppe che  alcune operaie cattoliche in una vicina fabbrica, erano costrette dai proprietari Quaccheri a partecipare alla quotidiana istruzione religiosa quacchera.  Un freddo giorno di novembre nonostante ci fosse la neve, si fece portare a incontrare i responsabili e il principale, per parlare in difesa della loro libertà di coscienza; fu così convincente che alle operaie cattoliche fu concessa una stanza, perché potessero recitare le loro preghiere. Tornando confidò al suo segretario: “Se posso ancora fare cose come questa, sono ben contento di vivere ancora”.

Il giorno di Natale del 1890,  il Cardinal Newman celebrò la sua ultima Santa Messa in pubblico. Quanto aveva amato questa celebrazione! Ben sapeva che il Signore veniva sull’altare in ogni Messa, che non riusciva più a celebrare  tutti i giorni. Capiva che erano vicini la fine della sua vita e l’incontro col suo Creatore e Salvatore;  si avvicinavano il Giudizio di Dio e poi un giorno, grazie alla Sua misericordia, il Paradiso.

Il 9 agosto 1891 il Cardinal  Newman andò stanco nella sua stanza per coricarsi e salutò il suo assistente con poche parole, ma con uno sguardo pieno di affetto e gratitudine, come se presentisse la fine. Il giorno dopo perse conoscenza  e l’11 agosto alle 9 di sera spirò.  Una settimana dopo vennero celebrati a Birmingham i funerali, secondo le istruzioni da lui lasciate con la precisione consueta.


Volle essere sepolto nella tomba accanto al suo migliore amico Fra’ Ambrose St. John. 
Il drappo che copriva la bara riportava il suo motto da cardinale: cor ad cor loquitur (il cuore parla al cuore) sulla tomba è incisa la frase: ex umbris et imaginibus in veritatem (dalle ombre del dubbio e dell’errore alla verità), superba sintesi del suo sofferto itinerario spirituale.





(Alla scoperta di Newman 13 – continua)