22.3.21

ALLA SCOPERTA DI NEWMAN

 1.Infanzia e adolescenza    


John Henry Newman nacque nel 1801 a Londra, in una famiglia benestante. Suo padre John, originario della provincia di Cambridge, era banchiere a Londra; sua madre Jemima Fourdrinier discendeva da una severa famiglia protestante del Nordovest della Francia. John Henry, primogenito di sei figli, visse l’infanzia con due fratelli, tre sorelle e genitori amorevoli che lo incoraggiavano nei suoi numerosi interessi. Era un ragazzo normale, intelligente, che amava divertirsi ma anche lavorare sodo, come apprendiamo dalle lettere che lui e i suoi genitori si scrivevano in quel periodo. Per esempio, da una lettera che gli scrisse suo padre, sappiamo che il piccolo John Henry sapeva già leggere bene a soli cinque anni, ed ebbe  in regalo dei libri di avventure che amò moltissimo. Sul retro della casa per le vacanze che i Newman avevano ad Ham, in periferia,  all’ombra di  un grande noce John Henry giocava e amava leggere le favole di Aladino e delle Mille e una notte.

La sua vita cominciò come quella di molti altri ragazzi inglesi del suo tempo; appena ebbe l’età giusta fu iscritto ad una buona scuola nel quartiere di Ealing a Londra. Era un collegio rinomato, in cui si insegnavano anche il latino e il greco, si leggevano la Bibbia in greco e i classici in lingua originale. John Henryamò le storie piene di avventure degli eroi greci dell’Iliade e dell’Odissea: Patroclo, Achille, Ulisse; ammirava il loro coraggio e le loro virtù.

Facevano parte del piano di studi anche la musica e l’apprendimento di uno strumento; infatti lo sviluppo della sensibilità musicale è una parte importante della formazione della persona e insegna a riconoscere la bellezza. John Henry diventò un eccellente violinista, capace di suonare anche in trio e quartetto la musica dei grandi compositori (amò soprattutto Beethoven); ritroviamo nelle sue poesie e nei suoi inni il suo amore per il ritmo e la melodia. Era molto bravo in latino e quando divenne sacerdote tradusse in inglese molti testi antichi e preghiere per il suo popolo.Per la festa annuale della scuola, insieme ai ragazzi maggiormente dotati di buona memoria, partecipava alla recita di semplici opere teatrali. 

Questa robusta formazione dei primi anni di scuola costituì per Newman una solidabase per le sue future attività.  Ma non ci fu solo lo studio in quegli anni. John Henry era un ragazzino in apparenza molto tranquillo, ma i suoi occhi grigioazzurri erano sempre attenti a ciò che accadeva.Con alcuni amici avevano fondato il Club delle spie, ispirandosi all’atmosfera di cospirazioni segrete che iniziava nei primi decenni dell’800 nelle grandi città europee. Ciò li teneva desti a seguire quanto accadeva in Europa negli anni dell’ascesa di Napoleone; la vittoria di Lord Wellington a Waterloo (1815) eccitò la fantasia di questi giovanissimi. Durante le loro riunioni del  club immaginavano di doversi organizzare per salvare il loro paese; John Henry per aumentare la suspense aveva inventato un club avversariodi cui faceva trovare qualche documento nella scuola. Con questo gioco si rese conto che il suo entusiasmo e la sua intelligenza rendevano le sue parole affascinanti per i compagni, che lo ascoltavano e lo seguivano volentieri: scoprì così la sua innata dote di leader.

(1 – continua)

 









 



2 commenti:

Luisa ha detto...

Mi piace questa impostazione di" Alla scoperta di Newman " perché ci fa sentire vicina la persona, per ora una ragazzo simile a tanti altri dotati e favoriti dalla famiglia e dalla buona educazione . Sarà interessante seguire tutte le strade che lo hanno portato alla santità.
La brevità della puntata e lo stile scorrevole mi paiono adatti alla lettura serale di lavoratori affaticati dallo smartworking e dalla Dad.
Affascinante e da approfondire l'impostazione del collegio in sui si leggeva la Bibbia in greco e si apprendeva a suonare uno strumento...
Aspetto la seconda puntata

Unknown ha detto...

Era da un po' di tempo che non visitavo il Blog: sono rimasta molto contenta del lavoro fatto fino ad ora. In particolare ho apprezzato il ricordo di don Anas e l'inizio del racconto della vita di Newman. Luigina