9.4.21

ALLA SCOPERTA DI NEWMAN

2. La prima grande conversione

Verso i quindici anni John Henry dovette affrontare due grandi prove: la piccola banca di suo padre fece fallimento a causa delle guerre napoleoniche; il ragazzo si ammalò gravemente e rimase al collegio durante le vacanze mentre i compagni tornavano in famiglia. In questa occasione fu aiutato dal rapporto con un giovane insegnante di grande fede, Mr. Walter Mayers, cappellano all’Università di Oxford e pastore anglicano evangelico. Questi gli suggerì alcuni buoni libri, che contribuirono a chiarire i molti dubbi su Dio e sulla religione suscitati in John Henry dagli scritti di David Hume e del filosofo francese Jean Jacques Rousseau, letti in precedenza. Venne così il giorno in cui egli fece una grande scoperta: comprese che Dio, che è l’Onnipotente, creatore del cielo e della terra, con tutte le sue meraviglie, è dentro ognuno di noi!  Lo stesso Dio potente era presente nella sua anima! Questa presa di coscienza fu un incontro con Dio e cambiò John Henry per sempre.
La solitudine era sconfitta. Si entusiasmò  perché gli bastava chiudere gli occhi e rendersi conto che Dio era in lui! Oppure guardare i grandi boschi, le dolci colline verdi, il profondo mare blu e l’immenso cielo stellato sopra di lui, cose che solo Dio poteva aver fatto. Inoltre scoprì che il dispiacere che ora provava per avere creduto alle teorie che davano una visione errata di Dio, altro non era che la capacità di riconoscere il Bene e la Verità, come una voce che sentiva in sé e lo aiutava a scegliere correttamente (ciò che si chiama Coscienza Morale e che egli da allora in poi difese strenuamente).
Dio non era più solo un Essere molto potente, ma un Padre che lo amava: egli non sarebbe mai più rimasto senza la compagnia di questo Amico. Ora il suo cuore era pieno di Dio, non della sola idea di Dio: si trattava di una relazione personale con Lui. Comprese che il cristianesimo è molto più di un insieme di regole e prescrizioni: è sapere di essere figli di Dio; esse vengono date per aiutare a vivere come suoi figli. Da allora in poi la vita di Newman non fu mai più la stessa. Dopo questa sua “prima conversione” il motto di John Henry fu: “La santità piuttosto che la pace”. 
In questi anni di crescita, John Henry amava scherzare amichevolmente. Scrisse alle sue sorelle lettere gioiose e piene di umorismo, nelle quali si può intravvedere la sua amabile personalità.
 

Lettera alla sorellina J.C. Jemina                                                                                                           “Una cosa della tua lettera che mi ha deluso molto è questa. Alla fine dici: tutti noi ti mandiamo il nostro affetto, con la tua affezionata sorella, J.C. Jemima Newman. Di conseguenza con molta naturalezza io mi aspettavo che ti avessero mandato da me, visto che la tua lettera sembrava indicarlo. Inoltre in fondo al pacco c’era un blocco pesante di qualcosa, che io ritenni fossi tu; così cominciai ad aprirlo molto velocemente, pensando di darti un po’ di aria fresca, della quale senza dubbio avevi bisogno. Quando ho aperto quel blocco pesante, si rivelò…una torta! Credimi sempre, mia cara Jemima 

il tuo affezionato fratello”

John Henry raggiunse la consapevolezza che la sua vita interessava a Dio e ciò fu  la base delle sue scelte. Divenne un soldato di Cristo, non su un campo di battaglia, non usando un fucile o una spada, ma penna e inchiostro, armi con le quali fece un grande bene. Fu molto coraggioso, affrontando molti ostacoli e persino dei nemici,  come vedremo.

Il tempo passava e John Henry cresceva; arrivò l’ora di andare alla scuola successiva.

2 – continua
 





1 commento:

Unknown ha detto...

Questa mattina ho dedicato un po' di tempo a curiosare sul blog. Anzitutto ho letto la seconda puntata della vita di Newman e devo dire che la semplificazione rispetto al testo originale è ok. Penso proprio che i nostri ragazzi medie/superiori possono capirla e l'idea della narrazione a puntate e un ulteriore alleggerimento.
Mi sono poi soffermata sulle visite guidate e sulle mostre, commuovendomi del cammino fatto fino ad ora, senza pensare alle mancanze o lentezze che pur ci sono state...
La pandemia non ci può fermare! Luigina Berlai