7.5.21

ALLA SCOPERTA DI NEWMAN

3. La formazione ad Oxford e le grandi amicizie

John Henry completò rapidamente e con buoni voti gli studi alla scuola di Ealing, e il padre decise di mandarlo alla più prestigiosa università inglese di Oxford, il Trinity College

Superò bene gli esami di ammissione, ma dovette aspettare circa un anno per raggiungere l’età minima richiesta. All’inizio la vita non fu facile, sia per la lontananza dalla famiglia, sia perché l’ambiente degli altri studenti era piuttosto frivolo, e molti compagni spesso si trovavano a bere e si ubriacavano: si comportavano in modo irrispettoso verso la religione e i sacramenti, seguendo le funzioni solo perché era richiesto dalla regola del collegio, ma senza quell’affezione a Dio che per John Henry era diventata essenziale. Per rimanere fedele a quella voce interiore che aveva scoperto, non si adeguò agli inviti dei compagni.
Trovò però buoni insegnanti e soprattutto due grandi amici. Il primo, William Bowden,  era un tipo riflessivo e tranquillo come lui, di qualche anno più grande e lo aiutò ad ambientarsi; inoltre spesso lo invitava a passare qualche giorno di vacanza a casa sua nella piacevole isola di Wight. In seguito si legò molto anche a Hurrel Froude e frequentò anche la sua casa, nella campagna di Darlington, nella zona meridionale dell’Inghilterra. I colori viola e arancioni dei tramonti sulle vicine colline erano così accesi che per contrasto l’isola di Wight  gli pareva disegnata a matita…

Lavorò sodo nei suoi studi e il suo tutor lo convinse a presentarsi agli esami finali in anticipo rispetto all’età usuale per tale prova. Nonostante la buona preparazione, la tensione e il timore non permisero al ragazzo di essere brillante e fu promosso col minimo dei voti. Fu un insuccesso per lui, ma non cedette allo  sconforto.

Il padre cercò di persuaderlo a intraprendere studi di Legge e lo inserì in una scuola di medio livello a Londra. John Henry ubbidì per rispetto, ma l’argomento non lo interessava molto, mentre la sua passione per la religione cresceva e lo Spirito Santo lavorava nel suo animo.  

Newman poco dopo scelse la vita religiosa e tornò a studiare a Oxford per ricevere il sacramento dell’Ordine. Pur essendo molto serio nello studio, egli non trascurò gli altri aspetti della vita. Trovava il tempo per lo svago; gli piaceva andare a cavallo con i suoi amici; era un buon esercizio fisico e occasione di profonde conversazioni. Continuò a suonare il violino, divenendo un bravo musicista in grado di suonare anche in trio o quartetto.

Con tutte le nuove esperienze fatte al Trinity e attraverso gli studi, le difficoltà incontrate e le sfide affrontate, Newman stava imparando a conoscersi e stava diventando più sicuro di sé. Si sviluppavano i talenti dello scrivere e del parlare; aveva imparato a conversare e a fare amicizia. Per tutta la vita egli ricordò quel periodo della sua formazione ad Oxford come un tempo felice; scrisse allora che desiderava essere come una bocca di leone, il piccolo fiore che cresceva nelle fessure dei muri di pietra del college. Questo per due motivi:  sia perché gli pareva il simbolo di quell’umiltà che desiderava molto e chiedeva al Signore, avendo provato la tentazione della superbia,  sia per poter rimanere lì tutta la vita come insegnante e sacerdote. Per questo si preparò agli esami per diventare tutor all’Oriel College e li superò.   

 

(3 – continua)

 

 


 

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